cartina dei sentieri Stresa-Baveno-Verbania

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La nostra storia

BREVE STORIA DELLA SEZIONE CAI DI STRESA

 

La nascita

 

Dai registri ufficiali del CAI la sezione di Stresa risulta nata nel 1947.

Siamo andati a rileggere i verbali delle prime riunioni per cercare di capire quali sono state la spinta e l'anima di quel primo gruppo di aderenti e per conoscere varie notizie che ormai possiamo considerare quasi storiche.

Il primo verbale è del 18 gennaio 1946 e da esso risulta che la prima riunione non ufficiale si è tenuta presso la sede della Stresa Sportiva (Casa dell'auto). I presenti erano 25, un piccolo gruppo dei quali era già iscritto alla sezione Verbano. Animatore e vero promotore dell'iniziativa il signor Carlo Tadini.

Il primo Consiglio fu composto dai signori Carlo Tadini, Leopoldo Minola, Ebe Thanhoffer, Piero Ferrari.

Nel 1946, soprattutto durante l'estate, l'attività del gruppo fu vivace: escursioni al Pian Cavallone, alla Capanna Legnano, al Monte Massone, alla Capanna Zamboni, al Monte Cistella, alla Cascata del Toce, al Passo San Giacomo. A quanto si desume dai verbali, i mezzi di comunicazione nell'immediato dopoguerra funzionavano ancora a rilento, infatti alcune gite erano condizionate dal passaggio o meno dei treni e dei battelli.

I soci aumentavano intanto di numero "grazie alla propaganda spontanea e intelligente di tutti i consiglieri e di un gruppo di soci che costituiscono l'anima della sezione" come si legge sul verbale  del 9 luglio 1946.

Meritano un cenno particolare alcune notizie alquanto curiose, sempre tratte da quel verbale.

"Sarà affidato a un gruppo di signorine socie del CAI la confezione di un vessillo del tipo della bandiera ufficiale del CAI il quale sarà posto nello zaino del direttore di gita ad ogni escursione e porterà quindi ricamate le date della gita, le cime raggiunte e le relative altezze."

A proposito dell'organizzazione di una veglia danzante si dice:

"si cercherà di dare alla manifestazione un carattere di eleganza e serietà".

Curioso è notare anche che una riunione, quella del 22 luglio 1946, si è tenuta alle ore 22.30 nella... piazza del mercato!

 

La costituzione ufficiale

 

All'inizio dell'anno 1947 il Consiglio precedente si presenta dimissionario, viene indetta un'assemblea dei soci per l'elezione del nuovo consiglio.

Nel verbale del 9 gennaio 1947 si trova un cenno alla costituzione ufficiale della sezione.

"Vista la circolare n.27 in data 4 dicembre 1946 della Presidenza Generale del CAI, allo scopo di poter iniziare immediatamente il tesseramento per l'anno 1947 si è stabilito di fissare la quota di iscrizione "soci ordinari" in £.120 e il rinnovo in £.220".

Le nuove cariche vengono attribuite ai signori Brignone Giuseppe presidente, Tadini Carlo vicepresidente, Minola Leopoldo segretario.

L'attività del 1947  risulta essere meno efficace di quella dell'anno precedente e durante una riunione del 30 giugno si fa un'attenta analisi di quali possano essere state le cause di una diminuzione di partecipanti alle gite sociali.

Troviamo qui fattori legati al momento storico che sono probabilmente non solo stresiani, ma generalizzati, come l'aumento dei prezzi del carburante (le gite si facevano anche per mezzo di autocarri) e la decisa ripresa dell'attività turistica, dopo la pausa bellica, che toglie a numerosi soci la disponibilità della giornata festiva.

Notiamo comunque, da questi verbali, che lo spirito che animava la sezione era un grande senso di collaborazione e di unione sia tra i soci di Stresa, che con quelli di altre sezioni.

Le gite non erano certamente a grandi livelli alpinistici, ma si potevano considerare ottime escursioni sulle montagne vicine.

All'inizio del 1949 il presidente Brignone dà le dimissioni e viene eletto il nuovo Consiglio con presidente Carlo Tadini, il primo animatore del CAI di Stresa, che continuerà a ricoprire questa carica per molti anni, fino al 1972.

 

Le sedi

 

Fino al 1950 risulta dai verbali che non esisteva una sede stabile. Riportiamo qui per curiosità tutti i luoghi in cui si sono tenute le riunioni del Consiglio in quegli anni, per constatarne la varietà.

Sede della Stresa Sportiva ( o Casa dell'Auto, o Casa Costantini)

Sede del Concertino (Casa Pinferetti)

Abitazione di Leopoldo Minola

Sede della Banca Popolare di Novara

Caffè Sport

Sede dell'ACLI

Sede dell'Associazione Reduci

Trattoria Tarabba.

 

Da un verbale del 9 febbraio 1952 compare la prima sede effettiva situata in Casa Gnocchi, via Dante Alighieri. Secondo la testimonianza di alcuni soci le sede si è potuta realizzare acquistando panche, mobili e altro materiale, grazie ai proventi di una veglia danzante.

Da quegli anni in poi l'attività è stata piuttosto blanda, i vari impegni dei soci impedivano loro di portare avanti delle iniziative valide. Non è mancato però lo spirito del CAI, soprattutto in alcuni soci e tale spirito, pur latente, è riemerso a distanza di anni, all'inizio degli anni '60, quando vecchi e nuovi soci, alcuni provenienti da altre località, hanno dato nuova vita alla nostra sezione.

Una relazione appassionata, che apre il nuovo registro dei verbali conferma ciò, chi l'ha stilata si augura che non venga mai più a mancare l'entusiasmo.

 

Il gagliardetto e la nuova sede

 

Sappiamo che nel 1963 venne benedetto il gagliardetto che ancora oggi sta appeso alla parete della sede. In realtà ciò non risulta da nessun verbale, ma ne abbiamo testimonianza da alcune foto datate in cui appaiono volti sorridenti di amici (alcuni ormai scomparsi) accanto a graziosi bambini oggi adulti.

 

Con grande fatica e abnegazione venne reperita la sede di Via Duchessa di Genova che, da scantinato qual era, si trasformò in un accogliente punto di ritrovo, grazie al lavoro dei soci e venne inaugurata nel febbraio 1964.

Molto efficace a questo proposito risulta la testimonianza orale di un vecchio socio che dice:"...si trovò una nuova sede, con un meraviglioso camino che riscaldò anche le nostre ugole, con vin brulè, bagna cauda e brodo di tartaruga di Zaverio Repossi. La polvere del pavimento era di casa, così la cantina doveva essere ben fornita per eliminare i microbi..."

Ci sembra importante e significativo riportare a questo punto della nostra storia un articolo pubblicato senza firma  nel 1963 in occasione dei festeggiamenti per il centenario di fondazione del CAI

 

Dal sogno alla realtà

 

(...) Finalmente arrivò da parte del nostro Antoniotti una buona notizia: era possibile affittare con una spesa accessibile alle nostre finanze, un seminterrato che per di più confinava con la sua cantina.

Si fece un primo sopralluogo. Il locale c'era e la sua posizione sembrava ottima.

Aperta la porta, ci trovammo davanti ad una enorme ragnatela che ci sbarrava il passo. Finalmente riuscimmo a spaziare su una massa informe di legna accatastata che più tardi accertammo essere mobili.

I più volenterosi e sbrigativi, rimboccate le maniche, stavano per demolire il tutto, quando un urlo lanciato dall’Antoniotti: “Ah, disgraziati!" bloccò l'iniziativa.

"Il trasloco s'ha da fare secondo le regole!". E dopo l'esibizione, sempre da parte dell'Antoniotti, del famoso trattato "Come si svuota una cantina", incominciammo un delicato e laborioso "traslocamento" di mobili che, dopo un attento esame, risultarono effettivamente di un certo pregio e di varie epoche, in modo particolare una poltrona di velluto rosso che, rimossa, si trasformò in un mucchio informe di detriti.

Durante i lavori di trasporto scoprimmo anche la consistenza della cantina confinante e subito ne prendemmo nota per i futuri prelievi.

Dopo una lunga fatica lo sgombro fu terminato. Una buona pulitura e una imbiancatura avrebbero senz'altro trasformato quel locale in una bella sede. Per di più notammo un enorme camino che subito suggerì alla nostra fantasia amichevoli riunioni intorno al ceppo acceso.

 

Nel vociferare ad un tratto colpì le nostre orecchie un ticchettio sordo che raggelò tutti quanti. Si ventilò la possibilità di un residuato di guerra, pensammo ad un passaggio di dinamitardi altoatesini. Ma un minuzioso esame del nostro Presidente ci tranquillizzò: si trattava di una tubazione che faceva bella mostra di sé su una parete.

Abbandonammo il campo esausti. Fu allora che comparve la prima bottiglia. Un simpatico vicino ci invitò a degustare il Grignolino e fu così che svuotammo la sua dispensa: il formaggio grana soavemente si accoppiò con lo Spanna, mentre alici piccanti e olive annegavano nell'Inferno. Fiorirono allora progetti minuziosi sull'arredamento, sui colori da dare alle pareti, sulla possibilità di reperire una vecchia pentola di rame da riempire di stelle alpine, e boccali di peltro antico da usare per le nostre future libagioni. Molti sogni...

La realtà ci trovò in strada, all'alba, sulla soglia della nostra futura sede, emuli del coro della SAT. Nella tenue luce dell'alba essa ci apparve il luogo ideale di riunione, da tanto tempo desiderato.

 

Dalla relazione sull'attività sociale del 1964 ci piace mettere in evidenza l'entusiasmo con cui fu organizzato il concerto del coro Incas, che seguitissimo dai soci e dai simpatizzanti, fu paragonato a quello del coro della SAT dell'anno precedente, suscitando posizioni contrastanti tra i sostenitori delle scelte musicali dell'uno o dell'altro coro.

Notevole in quel periodo fu anche il programma di proiezioni e di conferenze realizzato presso l'Istituto Alberghiero Maggia. Ricordiamo tra i nomi di spicco il consigliere centrale Bruno Toniolo, l'accademico del CAI Gino Buscaini.

 

 

Un altro vuoto di documentazione l'abbiamo tra il 1966 e il 1972, quindi per quanto riguarda l'attività, certamente intensa ed interessante, di quegli anni non possiamo far altro che affidarci alle testimonianze orali dei soci o alle documentazioni fotografiche.

Ed è proprio da questo tipo di ricordi che emerge l'organizzazione del 79^ Congresso nazionale sostenuto fortemente dai soci di allora e celebrato al Palazzo dei Congressi di Stresa nel 1967.

 

Nel 1972 venne rinnovato quasi completamente il consiglio, molti giovani sostituirono i soci più anziani e la presidenza passò a Franco Nano.

Il nuovo segretario Roberto Danini da allora in poi ha sempre registrato fedelmente ogni incontro, ogni discussione, ogni decisione presa.

La storia di quegli anni ci appare ormai come cronaca abbastanza recente, e registra numerosissime iniziative: le escursioni sempre nuove, svolte anche in collaborazione con le sezioni Est Monte Rosa, le serate di proiezioni di film o diapositive, le conferenze di esperti e istruttori su temi di vario genere sempre relativi alla montagna, i corsi di preparazione atletica presso la palestra delle Scuole Medie, gli incontri con gli alunni di scuole elementari e medie, le castagnate sociali, la consegna delle aquile d'oro ai soci venticinquennali e infine la pubblicazione di un giornalino intitolato "Insieme" realizzato con il contributo di molti soci.

 

Crescita della sezione

 

Negli anni Settanta, Ottanta e Novanta la nostra sezione ha continuato a crescere sia come numero di iscritti che come consapevolezza di sezione. E' aumentato in tutti lo spirito di appartenenza ad un grande sodalizio, è maturata in ognuno una coscienza ambientalista che non esisteva nella società e della quale il CAI è stato uno dei primi promotori. Insieme alle Sezioni Est Monte Rosa grandi passi sono stati fatti nel recupero di sentieri ricchi di storia e di tradizioni, anche sul nostro territorio.

Ovviamente grande parte del merito di ciò è da attribuirsi alle persone che in questi anni hanno fatto parte dei consigli e in particolar modo i presidenti Franco Nano, Albino Scarinzi e Luigi Gnocchi, affiancati dal solerte segretario Roberto Danini.

 

La sede attuale

 

Verso la fine degli anni Ottanta da parte del proprietario Giuseppe Tadini, che ringraziamo per la correttezza dimostrata nel rapporto che ci ha visti suoi interlocutori, le richieste di lasciare libero l'immobile di via Duchessa di Genova si fecero sempre più pressanti, tanto da indurci a sondare con più incisività soluzioni alternative, anche provvisorie, che ci permettessero di sopravvivere in attesa di una sistemazione definitiva.

Si pensò così, come qualche altra sezione aveva fatto, di acquistare uno di quei prefabbricati ormai abbandonati dai terremotati del Friuli che già erano entrati in possesso di nuove abitazioni. L'idea ci sembrò ottima e poco costosa, ma l'Amministrazione comunale di allora non fu in grado di trovarci uno spazio adeguato per la collocazione di un prefabbricato di quel genere.

Successivamente fu individuata una possibile soluzione nell'ex portineria dell'ex villa Ostini, oggi sede della Scuola materna, ma i costi per la ristrutturazione dei locali, la mancanza di parcheggio auto e le condizioni che ci furono poste si rivelarono tali da indurci a desistere.

Prendemmo tempo; non chiudemmo canali di dialogo con gli amministratori di quell'immobile e nel frattempo continuammo a cercare, a far circolare la voce: il più antico, ma ancora il più sicuro ed economico mezzo di comunicazione.

Per la durata di un anno all'ordine del giorno di ogni Consiglio di sezione veniva ripetutamente proposto il punto "Nuova sede sociale", affinché l'argomento fosse sempre ben presente e non cadesse nel dimenticatoio.

Un bel giorno incontrammo Piermario Brunati, factotum della Pro Carciano, e Alessandro Tadini, presidente, i quali ci proposero di dividere con loro i locali della vecchia Scuola Elementare di Carciano situati sopra l'ufficio postale in piazza San Carlo, locali che l'Amministrazione comunale aveva, tempo addietro, loro assegnato.

I nostri soci più volenterosi ed esperti in materia di ristrutturazione presero visione dei locali e ne riferirono positivamente in Consiglio.

In tempi brevi fu stipulato un contratto con il Comune e con la Pro Carciano e fu concordato un intervento di ristrutturazione interna. Vennero ipotizzati i costi, vennero stabilite le date, le responsabilità, l'onere dei lavori e grazie a Roberto Daveri e Giancarlo Ferrier, principali autori dell'opera e a tutti coloro che essi riuscirono a coinvolgere, oggi la sezione di Stresa può fregiarsi di una sede degna.

Da quanto detto traspare chiaramente come tutto il lavoro sia stato reso possibile dalla generosità della Pro Carciano, dalla sensibilità dell'Amministrazione comunale e dell'allora sindaco Alberto Galli.

La sede fu inaugurata il 25 gennaio 1993 con una messa a Carciano officiata da don Antonio, con la partecipazione del coro Motta Rossa di Magognino, la presenza del past president generale ing. Giacomo Priotto, dell'attuale vicepresidente generale Teresio Valsesia, del presidente del CAS di Locarno arch. Renato Buzzini, dei rappresentanti di quasi tutte le Sezioni Est Monte Rosa e con la partecipazione di una folla inaspettata ed eccezionale.

 

I nostri Presidenti

 

Giuseppe BRIGNONE                   dal 1947 al 1948

Carlo TADINI                                   dal 1949 al1971

Franco NANO                                 dal 1972 al 1983

Albino SCARINZI                           dal 1984 al 1992

Luigi GNOCCHI                              dal 1993 al 1995

Albino SCARINZI                           dal 1996 al 1998

Paola GNOCCHI                            dal 1999 al 2001

Elia BORRONI                                dal 2002 al 2006

Paola GNOCCHI                            dal 2007 al 2010

Sergio MELON                                dal 2011

 

Questa lunga carrellata attraverso oltre sessant'anni di storia si conclude con l'augurio che tutti possiamo guardare sempre più avanti verso nuovi orizzonti, non dimenticando mai però di voltarci indietro ogni tanto a considerare il lavoro spesso umile, ma intenso di chi ci ha preceduto.


Sintesi storica a cura di Elia Borroni

 

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