Trekking nel Levante Ligure Febbraio 2025
Levante Ligure febbraio 2025
La Liguria di Levante: il mare, le montagne, i vigneti le coltivazioni eroiche; una terra dove è ancora possibile assaporare la vita di un tempo, fatta più di agricoltura che di pesca, più di boschi che di barche.
In questo weekend di febbraio, si sono percorsi quelli che un tempo erano le “strade” che univano gli abitanti dei paesi, che appena spuntano alla vista dopo il bosco, si palesano in tutta la loro tipicità, nei colori sgargianti tipici del mare, ma letteralmente aggrappati ai loro promontori. Ed ecco che percorriamo Fossato coi suoi mulini in cui un tempo si lavoravano le castagne, l’olio, il grano, merce di scambio col Piemonte; e poi Lizza, con la prima veduta del mare in lontananza.

Ed ecco stagliarsi all’orizzonte i protagonisti della prima giornata trascorsa in questi luoghi: gli ulivi, che si diffondono a perdita d’occhio sui dolci pendii, con ancora “addosso” le reti della raccolta da poco passata.
Si raggiunge quindi il punto più alto, nel paese forse più suggestivo di tutti: Lavaggiorosso, luogo di artisti, con le porte delle case colorate e con qualche affresco sui muri, cosa che si usa da queste parti.
Ora ci accompagna la vista sulla baia, la cui bellezza ci distrae per un attimo dalla vita dei boschi e degli ulivi. Si giunge a Groppo col suo antico lavatoio e quindi Dosso dalla deliziosa piazzetta e poi Montale, il più grande e “cittadino” di tutti, dove è doveroso fermarsi per una meritata bibita rinfrescante (è febbraio, ma il sole, dalla nostra parte, scalda come in primavera). Concludiamo il nostro anello nella cittadina che fa capo a tutte queste sue frazioni e che racchiude nel suo nome l’essenza di questa terra: Levanto. Solo lei meriterebbe una giornata intera di visita alla scoperta delle sue piazze e chiese medievali, ma purtroppo c’è solo un momento per poter fare una breve passeggiata sulla spiaggia.

Domenica, dopo esserci svegliati a La Spezia, raggiungiamo col treno Riomaggiore, per percorrere un tratto dell’antica mulattiera che oggi è il sentiero via Beccara; se ieri la parola d’ordine era ulivi, oggi è vigneti: distese a non finire,

ci si passa in mezzo ed anche attraverso i binari delle monorotaie di cui si contano fino a 50 linee; la chiamano viticoltura eroica, dove solo la fatica dell’uomo arriva dove le macchine non possono. Riusciamo a visitare Manarola e Corniglia, nate come avamposti per controllare il mare, perchè gli “eroi” di cui sopra, i contadini, hanno sempre preferito abitare nell’entroterra, tra i boschi e le loro coltivazioni. Passiamo infatti per l’abitato di Volastra, che dovrebbe appunto significare “fra gli ulivi”; ci concediamo la pausa pranzo del piazzale del suo Santuario, nostra Signora della Salute,

della cui leggenda qui non si vuol scrivere, lasciando la curiosità al lettore di visitare questo ameno luogo in cui potrà trovare un cartello con la sua storia. Da qui la vista è indescrivibile: vigneti, mare e dopo il mare le Alpi Marittime in lontananza.
Una volta a Corniglia si riprende il treno ed il bus del ritorno, stanchi, ma con gli occhi pieni di Bellezza e Gratitudine verso questi luoghi e verso i nostri fantastici amici di escursioni del Cai Baveno e Stresa!
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Quarta tappa la "Strà Granda" Da Vanzone loc. Ronchi di dentro a Campioli
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Quarta tappa della "Strà Granda" da Vanzone a Campioli giro ad anello Difficoltà: E Dislivello: 300mt Partenza da: Palazzo dei congressi Stresa ore 8.20 Piazzale Giordano Baveno ore 8.30 Prenotazioni entro venerdì 14
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BUGLUIAGA - ALPE VALLESCIA - PASSO DELLE POSSETTE - BUGLIAGA
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