cartina dei sentieri Stresa-Baveno-Verbania

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Mottarone paradiso di arrampicata

Mottarone paradiso di arrampicata

Il Mottarone [1491m] si presenta come un panettone boschivo, tra il lago Maggiore e quello d'Orta. Dalla sua cima si apre un belvedere a 360° sui laghi e su buona parte delle alpi Occidentali (bellissimo quello sul Monte Rosa). Apprezzato da tutti per le sue piste da sci è anche un vero paradiso per chi ama arrampicare e praticare boulder.

Sparse qua e là emergono strutture rocciose di ottimo granito, conosciuto come “granito Rosa di Baveno”, sulle quali sono state tracciate diverse vie. All'inizio di stampo classico, sfruttando le fessure (artificiale), in seguito, con l'avvento di nuovi materiali e tecniche di attrezzatura più sicure, furono aperti nuovi itinerari in placca a carattere marcatamente sportivo.cartina generale del mottarone

Oggi in questa area attrezzata esistono circa un centinaio di vie, molte di più tiri e di elevato contenuto tecnico e atletico, pronte a soddisfare sia il principiante che il climber esperto.La varietà di difficoltà presenti, dai facili itinerari introduttivi, alle vie più estreme, dall’artificiale alle vie alpinistiche, fanno del Mottarone un sito unico per chi  arrampica.Per gli amanti del boulder, c'è solo l'imbarazzo della scelta, per la grande quantità di massi e blocchi , di tutte le dimensioni e difficoltà.. Alcuni settori, vista la facilità dei gradi, vengono spesso utilizzati dalle sezioni locali del C.A.I. per corsi d'arrampicata, mentre il Soccorso Alpino vi tiene esercitazioni e simulazioni d'intervento.

I principali valorizzatori del luogo sono stati : Massimo Medina, Luciano Manganilo, Massimo Bodi, Pierangelo Lavarini, Alberto Paleari, Florian Kluckner, ecc….

Quando: nei settori  la rossa, il regolare, il monolito, cai Baveno, Cima Cusio e creste lago d'Orta esposti a sud-est e sud-ovest, tutto l'anno, escluse le giornate più fredde e neve. Mentre nei settori dei sass di buticc e Sass da l’Om e parete del Mazzarone esposti a sud,  è possibile arrampicare anche in inverno (neve permettendo). Particolarmente indicate la primavera e l'autunno nelle giornate più llimpide.


Attrezzatura delle vie:
tutte attrezzate a fix inox con tasselli ad espansione da Æ10 mm, a distanza mai elevata. Le soste sono munite di catena e maillon o moschettoni (se qualche idiota non se li è fregati) per la calata in moulinette.

 Punti di appoggio: il Mottarone è una rinomata località sciistica, quindi alberghi e  ristoranti non mancano, è anche possibile usufruire di due rifugi C.A.I.: baita C.A.I. Omegna aperto tutto l'anno; Baita Alpe Nuovo solo su prenotazione (contattare la sezione di Baveno - via Domo 2) o il sig. Carlo Stagnoli  tel : 0323 30562.

 Accesso: dall'autostrada A26 Voltri-Gravellona Toce, uscita Brovello Carpugnino, quindi in direzione di Gignese-Mottarone, ~10 km (attenzione pedaggio obbligatorio per la strada Borromea per il Mottarone). Per chi arriva dalla S.S. 33 del Sempione, salire da Stresa o da Baveno ~16 km.
Per chi arriva dal lago d'Orta, prendere per Armeno quindi per il Mottarone ~18 km.
In alternativa è possibile usufruire della funivia che parte da Carciano di Stresa o in località Alpino.
Giunti al Mottarone si lascia l'auto nell'ultimo parcheggio.

 PRESENTAZIONE PALESTRA  SASS DI BUTICC

  Sass di Buticc : la palestra di roccia più grande del Mottarone, per opera di Luciano Manganilo che su questa montagna ha trascorso per lavoro e per passione gran parte della sua vita. I 12 settori attrezzati soddisfano ogni esigenza verticale. Si passa dalle facili placche introduttive, alle vie di più tiri, dagli atletici itinerari in strapiombo, alle pareti lisce e super tecniche dove l’equilibrio e i piedi sono tutto. Roccia stupenda e chiodatura abbondante rendono il posto adatto a tutti. Esposizione Sud. Tramonti spettacolari, per chi ama far tardi la sera.

Tutti i settori sono stati recentemente riattrezzati a fix inox da Massimo Bodi e amici.


 

cartina completa delle

 

 

NUOVA "VIA" AL MOTTARONE

IL “LUPO” E' SEMPRE AL MOTTARONE

il Lupo

 

Giuseppe Burlone, Massimo Bodi aprile 2012 aperta dal basso.
180 m. 6L 3a – 5c / A0 (5a obb) SR1-I
5 rinvii, 1 serie di friend moschettoni e fettucce per collegare gli anelli delle soste. Corde da 50 m. casco.
Attrezzatura buona a fix inox, le fessure sono tutte da proteggere.
Via bella, divertente e di soddisfazione, segue una linea logica lungo la cresta che si inabissa nel canalone dell'inferno. Ma non è da sottovalutarla, visto le difficoltà, in quanto i pochi fix presenti lungo i tiri richiedono la padronanza del grado e nel posizionare le protezioni mobili. Fantastica la placca fessurata di 30m. del 4 tiro interamente da proteggere.
Esposizione sud, periodo consigliato fine autunno – inverno , freddo e neve permettendo.
Questa via è dedicata all'amico Luciano Manganilo “lupo” tra i primi a valorizzare l'arrampicata al Mottarone.
L1 : 15 m. 5c 3 fix. Partenza atletica in leggero strapiombo poi fessura-camino verso sx di decisione.
L2 : 30 m. 5a 3 fix. La via segue il lungo diedro. Attenzione lunghi tratti non proteggibili.
L3 : 30 m. 4b 3 fix. Facile tiro che passa sotto al grande diedro. Si può evitare l'erba passando il più possibile contro la parete. Sosta scomoda prima del canale.
L4 : 35 m. 5a 2 fix Partenza in traverso delicata, poi fantastica placca fessurata interamente da proteggere. Se si passa vicino allo spigolo è più difficile ( 5c )
L5 : 40 m. 4a 1 fix Facile e divertente cresta fessurata
L6 : 30 m. 3b 1 fix Primi metri in piano in cresta, poi raggiungere sotto a sx l'attacco della placchetta che porta in cima alla cresta e alla fine della via.

cai stresa Giuseppe Burlone in apertura sul 4 tiro della via il lupo è sempre al mottarone               Massimo Bodi in apertura sul 1 tiro della via il lupo è sempre al Motarone

ACCESSO :
Dal parcheggio, scendere in direzione del laghetto artificiale, al bivio andare a destra e seguire la strada
sterrata in direzione nord fino alla fine di essa. Da qui continuare a mezza costa, fino a raggiungere il crinale con il cartello indicatore il sentiero CAI per Gravellona. Seguirlo, in direzione dell'evidente Cima Cusio, lungo la traccia ripida fino ad incrociare una betulla posta di traverso lungo il sentiero. Segnavia bolli blu o rosso-bianco-rosso CAI
DAL BASSO:
Dalla Betulla ( freccia di vernice rossa) scendere a sinistra nel ripido canalone del rio inferno, cercando di passare lungo la base della parete rocciosa ( vaghe tracce lasciate dal passaggio delle capre) fino ad arrivare all'attacco della via, posta a fianco di una placca con una colata nera. Circa 30 minuti, segnavia bolli rossi.

ATTENZIONE : per motivi di sicurezza, prima di scendere nel canalone, indossare il casco e l'imbrago.Fare molta attenzione terreno ripido e scivoloso, molto sconnesso (sassi instabili) scarpe adeguate.
DALL'ALTO:
Dalla betulla, continuare lungo il sentiero fino ad arrivare alla base della Cima Cusio. Da qui scendere nel canale erboso di sinistra, tra blocchi di granito, lungo una traccia tra la parete alla destra e la cresta a sinistra, fino a raggiungere le ultime due betulle poste lungo la cresta. Sosta con calata. Circa 20 minuti segnavia bolli rossi.

ATTENZIONE : terreno ripido e scivoloso. Prima di raggiungere la sosta indossare tutto l'occorente per la
calata in corda doppia. Eventualmente, assicurarsi alle betulle per raggiungere la sosta.

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MOTTARONE CIMA IL REGOLARE

via “ VIAGGIO NEL REGOLARE “

 

 via "viaggio nel regolare"

 

Massimo Bodi Stefano Cocchi agosto-novembre 2012. aperta dal basso 400m 11 L 4b - 6c A1 (6a obb) RS1 II

 MATERIALE: 2 mezze corde da 60m, 6 rinvii, 1 serie completa di friend, nut, cordini o fettucce per attrezzare le soste casco, guanti per assicurare ( da usare sempre sulle vie alpinistiche)Attrezzatura parziale a fix inox. Le soste di calata, sempre comode, hanno 2 fix inox con anelli, le soste intermedie 2 fix inox normali. L2 e L3 sosta comoda su albero di betulla (contrassegnato da bollo rosso)
Via semplicemente fantastica, di soddisfazione, la scalata è entusiasmante, di grande respiro in un ambiente solare e selvaggio, con roccia e panorama bellissimi.

 La via segue l'evidente cresta spigolo nord-ovest, che sale dal fondo del canalone del rio inferno,lungo placche tecniche di aderenza, diedri, passaggi atletici in strapiombo, muri verticali a tacche e fessure, alcune davvero indimenticabili, fino alla cima del Regolare, con un dislivello di 300m. 1100 alla partenza, 1400 all'arrivo.
I primi 3 tiri sono discontinui, con trasferimenti nell'erba alla ricerca della roccia. Ma servono come riscaldamento e introduzione all'arrampicata magica del Mottarone.
Questo itinerario, è stato aperto in 5 giorni di duro e faticoso lavoro per pulire le fessure incrostate di terra e erba e attrezzare la via. Sulla cima del Regolare è stata posta una cassetta metallica per chi vuole registrare la salita.
QUANDO:
La via è esposta a nord-ovest, si può scalarla praticamente tutto l'anno, neve e freddo permettendo.Il periodo migliore è la primavera o l'autunno nelle giornate più limpide.
ATTENZIONE:
Questa via in puro stile multipitch è consigliata solo ad alpinisti esperti. Le poche protezioni fisse (fix) infisse lungo i tiri ( alcuni solo per indicare la via seguita dagli apritori) richiedono la padronanza del grado e soprattutto l'esperienza nel posizionare le protezioni mobili ( friend, nut). Una possibile caduta può assumere effetti gravi. L'arrampicata al Mottarone a una particolarità unica: per raggiungere i vari settori bisogna scendere e poi risalire. In particolare, tutte le vie alpinistiche sono posizionate in ambienti severi, molti scalatori sottovalutano queste vie, pensano, leggendo i gradi che siano facili, ma essi sono stati dati con severità. Gli accessi sono pericolosi, scendono lungo canaloni impervi e selvaggi, i sentieri spesso sono solo esili tracce, dove solo le capre sono di casa.
Il versante occidentale del mottarone precipita sul Cusio, una vera e propria area Wilderness, dall'aspetto impenetrabile cioè bellissima.
Partite sempre presto e solo con condizioni di tempo stabile, acqua e indumenti adeguati, tenete presente che se non riuscirete a scalare la via dovrete risalire a piedi, anche se scendete in corda doppia, portate sempre almeno uno zaino con tutto quello che serve , due telefonini e in caso di incidente non indugiate a chiamare il soccorso alpino.

 ACCESSO: Dal piazzale in cima al Mottarone scendere in direzione del laghetto artificiale, quindi salire la ripida pista da sci posta di fronte che porta allo skilift della Rossa. Passarci sotto e continuare lungo il sentiero in cresta (punto panoramico) verso l'evidente cuspide rocciosa della cima del Regolare. Arrivati al colletto, per motivi di sicurezza indossare imbrago e caschetto, poi due possibilità:

 DALL'ALTO ( corda doppia) salire direttamente sulla cima del Regolare superando una placca esposta tramite un canalino in diagonale,(3c) aiutandovi con una corda fissa ( attenzione controllare lo stato della corda prima di attaccarvi), poi dalla cima dirigersi verso il lato nord che precipita sul canalone del rio inferno. Arrivati ad una cengia (ometto) troverete i due fix inox con anello per la calata.
NB:
Le calate sono da 50 m e solo da soste attrezzate con anelli. Arrivati alla partenza del 7 tiro (Cocchi's way) calarsi direttamente sul lato nord, poi tramite un canale erboso si arriva alla sosta su betulla del 3 tiro. ( vedi foto col tracciato della via) Da lì o a piedi lungo il canale erboso, o in doppia dalle piante attrezzando le soste che poi si recupereranno salendo.
DAL BASSO: ( consigliato si fa prima)
dal colletto, scendere a sinistra lungo il sentiero ripido e su rocce instabili che porta ai settori di arrampicata del Regolare e del Monolito. Arrivati sotto gli strapiombi delle vie del Regolare ( se siete forti a tenervi potete provare a liberare la via “al garage di crau” 8b?) seguite i segnavia ( bollo rosso) che scende in direzione della parete nord del Monolito, poi attraversare verso destra seguendo il sentiero delle capre e i bolli rossi fino a sbucare sulla dorsale solare e erbosa. ( si può arrivare qui direttamente dagli strapiombi del Regolare tramite il canale sottostante ripido e scivoloso). Continuare a scendere lungo la dorsale fino ad una fascia rocciosa, aggirarla sulla destra ( continuando verso destra si arriva alla grossa cengia erbosa dove parte il 7 tiro “Cocchi's way “ o la calata in doppia) poi scendere direttamente nel canalone (vedi foto col tracciato della via) che diventa ripido e infido, nelle parte finale anche stretto, fino alla partenza della via posta su una cengia a destra del canale, contrassegnata dal bollo rosso su un albero di betulla. ( circa 1 ora dal piazzale)
Attenzione:
la discesa a piedi non è una passeggiata, non esiste un sentiero ma solo esili tracce dovute al passaggio delle capre. Pantaloni lunghi e scarpe adeguate con tanto grip, attenzione a possibili buche nascoste dall'erbone.

RELAZIONE DELLA VIA:
L1: “VAMOS”
40 m. 6a+
Partenza su una placca verticale tecnica, con lo spigolo a dx e una fessura dai bordi svasi a sx, dura da tenere. (2 fix 6a+)Poi trasferimento erboso fino allo spigolo roccioso, (1fix) spostarsi a dx e seguire la bellissima fessura tutta da proteggere che porta sulla cresta soprastante, continuare su rocce facili fino in sosta.
L2: “PECCATO”
35 m. 5c
Grandioso muro verticale a tacche svase (1fix 5c) evitabile aggirandolo sulla dx, poi continuare lungo la cresta tra erba e rocce, fino all'evidente pilastro (bollo rosso) solcato da bellissime serie di fessure, ottime per proteggersi. Uscita su fessura-lama a sx, poi sosta comoda su albero in piano tra le roccette.
L3: “ORIENTIRING”
30 m. 4b
Il tiro più facile. Dalla sosta andare a dx, salire la facile placca (bollo rosso) e continuare in cresta (fessura dulfer 4b) poi dritti tra l'erbone fino alla sosta su betulla contrassegnata da bollo rosso.
Trasferimento:
Dalla sosta scendere a dx, attenzione erba scivolosa o calarsi in doppia fino spigolo (bollo rosso) posto alla base del pilastro rosso, continuazione della via ( sosta 1 fix) 10 m.
L4: “GODURIOSO”
30 m. 6a
Tiro semplicemente fantastico, di grande soddisfazione lungo il pilastro rosso interamente fessurato. (solo 2 fix)
L5: “REGULAR CRACK”
20 m. 5c
Per gli amanti delle fessure, un tiro indimenticabile, interamente da proteggere.
L6: “IL CASTELLO”
15 m. + 10 m. sul prato per arrivare alla sosta. 5a obb Dalla sosta aggirare sulla sx il Castello (1 fix) poi tra blocchi dall'apparenza instabili arrivare al ponte, rampa di lancio per superare il muro leggermente strapiombante, con un ribaltamento sul prato soprastante. (5a obb 1 fix)
Attenzione:
è consigliato per il recupero del “secondo” fare sosta sulla betulla posta in alto sul prato ( l'unica) perchè la corda rimane in linea. ( la sosta con anelli sullo spigolo, rimane troppo a sx, se il compagno dovesse scivolare la corda sfregherebbe per diversi metri sul bordo roccioso, con la possibilità della rottura e il volo nel canale sottostante, con conseguenze letali.
L7: “ COCCHI'S WAY “
55 m. 5c
Un altro tiro di soddisfazione. Dalla sosta salire lungo la placca diedro che diventa sempre più verticale. (5c 2 fix) Poi seguire le fessure che portano alla cresta di sx, gradoni, fino ad arrivare a una estetica e esposta lama, (5b 1fix) superata continuare fino in sosta.
L8: “ IL SOGNATORE “
60 m. 6a
Tiro superbo. Dalla sosta continuare lungo la cresta. Superata una prima facile placchetta (1 fix) si arriva ad una seconda più difficile; passaggio delicato in aderenza su bombè (5c 1 fix) evitabile passando più in basso. Poi estetico fessurone-lama, quindi breve traverso a dx fin sotto al gran diedro. Duro passo in aderenza di slancio ( 5c 1fix) e bellissimo diedro fessurato con uscita in placca tecnica di equilibrio ( 6a 1 fix) evitabile a dx. Pochi metri tra rocce e erba fino in sosta.
L9: “ BODI'S WAY “
50 m. 5c
Tiro grandioso, estetico e di soddisfazione. Partenza in aderenza verso dx, poi esile fessurina ( 5b 1fix) fino ad incrociare un'altra fessura in diagonale. Passo delicato in aderenza, di decisione e di nuovo fessura verticale indimenticabile tutta da proteggere ( 5c) che porta ad un pianoro. La via continua lungo lo spigolo esposto ( 5b 1 fix) che diventa erboso fino in sosta.
L10: “ GRATTUGGIA “
25 m. 6c -A1
IL tiro più duro della via. Dalla sosta dritti fin sotto all'ostico strapiombino ( 5b 1 fix) poi passo atletico, di decisione per riuscire a passare ( 6c -A1 1 fix) quindi passi in placca di aderenza ( 6a 2 fix) e di nuovo placca con fessure orizzontali fino in sosta. ( 5b 1 fix) Lo strapiombo si può aggirare passando per il canale erboso a dx, poi seguire le bellissime fessure tutte da proteggere che portano alla placca superiore. ( 5b)
L 11: “ USCITA CON SORPRESA “
25 m. 5c
Dalla sosta continuare lungo lo spigolo facile ma esposto. ( 5a 1 fix) Poi breve camino con fessura e duro muro verticale a tacche ( 5c 1 fix) evitabile passando per il canale di dx.

Massimo Bodi sulla placca L9 _Bodi's way_ 5c

sulla cima del "Regolare" cassetta per registrare la salita

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Massimo Bodi in apertura sull'ultimo tiro dalla via viaggio nel regolare (5c)


 


 

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